Relazione storica

L'attività umana e la storia del Genepì della Valle d'Aosta

La storia delle popolazioni alpine è sempre stata caratterizzata da una certa austerità climatica e del territorio. Questo aspetto ha portato le genti alpine alla creazione di prodotti anche molto poveri, utilizzando ingredienti semplici come le erbe officinali.

In Valle d’Aosta il legame tra il genepì e le popolazioni di montagna è basato sul rapporto tra l’uomo e la natura con la consapevolezza dell’esistenza di un rispetto reciproco. È un rapporto fatto di faticose salite a quote elevate per recuperare questa preziosa piantina usata da molto tempo come digestiva in tisane o per la produzione del liquore di genepì. Il genepì spesso serve a riscaldare il corpo e lo spirito nelle fredde giornate invernali. Tra le genti delle Alpi valdostane, l’utilizzo del genepì ha storicamente rappresentato un diffuso metodo terapeutico per molte patologie infiammatorie e digestive. In Valle d’Aosta, per le proprietà toniche, digestive, antisettiche, sudorifere ed espettoranti si usava anche bere l’infuso in acqua o latte. Il genepì veniva dunque utilizzato in queste zone per la cura di alcune malattie, tanto da attribuirsi la denominazione di "aspirine des montaganards” per combattere raffreddore ed influenza, ma anche per alleviare il "mal di montagna”, un rallentamento della digestione causato dalle elevate altitudini e dal freddo.Ancora oggi, in effetti, il liquore, ottenuto per infusione o sospensione, viene utilizzato come digestivo a fine pasto.

Vista la grande ricchezza delle proprietà di questa pianta, si sono sviluppate attività artigianali di liquoristeria a partire dal XVIII/XIX secolo, fino ad una crescente richiesta legata all’incremento dell’attività turistica degli anni ‘60 del novecento.

Queste aziende valdostane combinano la tradizione delle produzioni di genepì con la tecnologia moderna sin dagli inizi del ‘900 con la famiglia Ottoz che, dopo un periodo di migrazione a Marsiglia, rientra in Valle d’Aosta. Qui acquistano un bar in centro ad Aosta, dove producono anche il genepì, conosciuto e venduto come Elixir genepì, Alpine liquer (…). Aosta era una zona strategica sotto il punto di vista dei transiti, il che, appoggiato da una forte ed abile campagna pubblicitaria e degustazioni del prodotto, ha permesso al marchio Ottoz e al genepì, riconosciuto oramai come liquore simbolo della montagna, di essere conosciuti in tutta Italia. Sono gli anni ‘50 e ’60 a rappresentare gli anni di maggiori vendite, grazie soprattutto al boom del turismo del periodo. Iniziano dunque a produrre genepì (e liquori) una trentina di aziende liquoristiche su tutto il territorio regionale, tra le quali, ancora oggi presenti sul territorio, Saint-Roch, La Valdotaine, Aresca, Distilleria Alpe, Distilleria Cortese, Savio e Vertosan.

Lo sviluppo della produzione del liquore genepì anche a livello industriale, ha portato alla necessità di coltivazione di questa pianta, sfruttando anche altitudini inferiori rispetto ai 2000 m, sopra i quali l’Artemisia cresce spontanea. Ciò ha permesso un mantenimento di questa specie che in alcuni casi è soggetta a un divieto di raccolta, essendo stata essa definita pianta protetta dal 1928, e a forniture cospicue e regolari per le diverse aziende che operano sul territorio.Il Genepì è riportato fra le bevande spiritose nell’elenco dei P.A.T.: "Prodotti Agroalimentari Tradizionali” della Valle d’Aosta.

Il Genepì è dunque una pianta antica come le popolazioni montane e la sua presenza all’interno della vita di queste popolazioni è indiscutibile. Lavorato ancora oggi come un tempo, con gli stessi metodi di lavorazione, sia nelle case dei privati che negli opifici della Regione è tutt’ora consumato ed apprezzato dai valdostani (e … non solo) ed è un simbolo della Valle d’Aosta.

In Valle d’Aosta la sperimentazione, la divulgazione e l’assistenza tecnica agli agricoltori che coltivano genepì sono svolte dai Tecnici dell’Assessorato Agricoltura e dall’Institut Agricole Régional. A partire dagli anni ’80 sono cominciati i primi studi sulla coltivazione. In Valle d’Aosta dal 1997 al 2001 con la realizzazione di un progetto INTERREG II italo-francese sulla valorizzazione delle erbe officinali alpine è stata sperimentata la coltivazione in campo di diverse varietà di genepì. Alla fine dell’anno 2001, l’organizzazione di un convegno internazionale sulle erbe officinali ed in particolare sul genepì e la redazione e stampa di un opuscolo sui dati raccolti dal titolo, "Développement et valorisation des Plantes officinales des Alpes -Le genépi”, hanno creato un notevole interesse per il settore. Dal 2001 al 2006, visto il buon esito dell’INTERREG II, si è nuovamente predisposto lo studio e realizzazione di un secondo progetto INTERREG III italo–svizzero che prevedeva il miglioramento delle varietà coltivate adattandole alle esigenze del mercato locale e la redazione e stampa di un opuscolo sui dati raccolti dal titolo "Sauvegarde des ressources végétales de l’arc alpin”. L’amministrazione regionale valdostana, per incentivare la coltivazione, inserisce a partire dal piano di sviluppo rurale 2000-2006 le piante officinali nella categoria delle colture minori per le quali è prevista l’erogazione di contributi pubblici e vara la legge n. 2 del 9 febbraio 2011 che disciplina il settore delle piante officinali in Valle d’Aosta.

Usi tradizionali del Genepì della Valle d'Aosta

Armand H., 1997. Vivre et guérir en montagne : plantes, animaux et choses : leur utilisation à Saint-Nicolas et en Vallée d'Aoste. Centre d'études francoprovençales René Willien, Saint-Nicolas, 127 p.
p. 42: « Génépi, genepì (Artemisia genipi Weber et autres), dzïn-ipî.D’après la tradition il y aurait un génépi mâle et des variétés femelles et seul le génépi mâle aurait des vertus médicinales. Il s’agit indubitablement de diverses espèces ou variétés d’Artemisia.On cuisait le génépi mâle avec des violettes de montagne et de l’achillée musquée, dans du lait qu’on buvait chaud, édulcoré de miel, contre la toux, la bronchite et la grippe. Mon père me racontait qu’un médecin d’Aoste qui allait à la chasse à Vertosan appelait cette mixture ̎ l’aspirine des montagnards ̎ et il ne voulait d’autre remède lorsqu’il devait se soigner pour une grippe. »

Ratto E., 1971. Medicina magica e popolare in Valle d'Aosta. Tipo-offset Musumeci, Aosta, 95 p.
p. 70: "… il génépy sotto forma di decotto agirebbe come antispastico

Berthod S., Démé R., Schüle R.-C., 2008. La médecine populaire. Musumeci, Quart, 271 p.
p. 34 : Remèdes contre la fièvre "…boire une tisane de génépi blanc” ; "…boire une tisane de baies de laurier, de baies de genièvre et de génépi blanc”.
p. 36 : " …tisane de génépi contre la fièvre”.

p. 40 : contre le mal de tête « Boire du lait avec du génépi et du miel ».

p. 73 : Remèdes pour le rhume "… du génépi… ”.
p. 80 Remèdes pour le rhume "… infusion de génépi édulcorée avec du miel… ”.
p. 90 Remèdes pour le rhume "… infusion de génépi … ”.

p. 75 Maux de gorge « Autrefois, on buvait des tisanes de tussilage, de violette et de génépi parce qu’on pensait que cela réchauffait le sang et faisait passer le mal. On prenait une pincée de fleurs de tussilage et de violette et deux petites branches de génépi. On ajoutait deux verres d’eau, on faisait cuire pendant deux minutes et on buvait la tisane très chaude. »

p. 77 : Enrouement « Quand on avait attrapé froid, on buvait une infusion de génépi. On disait qu’il ne fallait pas prendre plus de trois branchettes, que l’infusion devait être légère, parce qu’elle chauffe le sang et peut faire éclater les veines. »

p. 105 Pour la toux « … cuire quelques plantes de génépi avec du lait et boire avant d’aller se coucher. »

p. 169 Contre la grippe « …tisane de génépi… »

Produzioni di liquori a base di Genepì della Valle d'Aosta

Sul numero uno dell’Almanach de l’agriculteur valdôtain (1881) c’è un’inserzione a piena pagina, sormontata dallo stemma del Club Alpino Italiano, con cui la ditta Paul Lanier d’Aoste vanta le virtù della sua Artemisia glacialis, presentata all’Exposition Universelle de Paris del 1878: "Cette liqueur tonique, vermifuge, fébrifuge et éminemment digestive, est produite par la distillation d’une plante aromatique assez rare, connue vulgairement sous le nom de genepi, qui ne croît que dans certaines localités, sur les versants septentrionaux des pointes les plus élevées des Alpes.Cette plante, de la famille des corymbyfères, est aussi disséminée dans des régions plus basses; mais elle se confond alors avec quelques autres du même genre, à fleurs composées, que l’on appelle communément armoise et qui ne possèdent nullement l’amertume et le parfum deL’ARTEMISIA GLACIALIS.

Ce végétal est bien connu des montagnards qui s’en servent comme d’un remède précieux, dans beaucoup de leurs maladies, dans les refroidissements, l’inflammation des bronches et les fièvres en général.

L’usage de ce simple précieux est très ancien: on l’emploie sous forme de tisane et d’infusion. La liqueur qui en est le produit conserve toutes les précieuses qualités de cette plante aromatique et elle constitue un excellent cordial, très utile surtout pour les ascensionnistes et les voyageurs en général.C’est pour ce motif surtout que la Section d’Aoste du Club Alpin Italien l’a prise sous son patronage, et qu’elle la recommande beaucoup pour les courses de montagne car, allongée avec un peu d’eau, elle forme une boisson très salutaire et très agréable au goût.”

L’Almanach de l’agriculteur valdôtain (1899), nell’articolo La Vallée d’Aoste à l’exposition générale de Turin (pag. 65 e sgg.), cita a pag. 88 tra gli espositori due produttori di genepì valdostani : "LIV - Lanier Paul, Hôtelier déjà nommé, a exposé : 1. L’élixir de camomille concentrée, alpestre, préparation très efficace contre les indigestions et les agitations nerveuses. 2. L’Artemisia glacialis, liqueur provenant de la distillation de cette fleur aromatique de nos hautes régions alpines. M. Lanier est producteur en grand de cette délicieuse liqueur pour laquelle il a implanté une distillerie à Aoste. Il a été primé par une médaille de bronze.”

E più avanti: "LVI - Pollano frères, cafetiers à Aoste, ont exposé le génépi des alpes, liqueur verte provenant de la distillation de cette plante recueillie au moment de la floraison. Il a été primé par une médaille de bronze.”

Oltre a produttori le cui inserzioni pubblicitarie ritornano più volte sulle prime edizioni dell’Almanach, come Lanier e il Caffe Nazionale di Aosta di Pollano Giovanni (che vanta la sua "SPECIALITÀ GÉNÉPI DI AOSTA. Premiato a diverse Esposizioni." venduto a "L. 2,73 la bottiglia" nel 1901), negli anni anche le réclame di altre distillerie fanno la loro comparsa sulle pagine della rivista.

Troviamo, quindi, nel 1911, la « Épicerie Amédée Celesia - Successeur Morello » di Aosta. Tra i suoi diversi prodotti, che vanno dalle candele alle sementi, al solfato di rame inglese, la ditta mette bene in evidenza la « Spécialité de la Maison : Génépy et Vermouth ».Sullo stesso numero, la « Fabbrica Vermouth e Liquori Ottoz Lorenzo – Aosta – Viale della Stazione » elenca, tra le sue «Specialità della Casa », l’« Elixir Génépy » e l’« Artemisia rupestris ».

In Valle d’Aosta era molto comune l’utilizzo dell’Artemisia spp., pianta conosciuta con il suo nome volgare, probabilmente di origine celtica, Genepì. Ad essa sono state attribuite molte proprietà, tante da far dire già dal IX secolo che "era vicina ad avere tante virtù quante foglie”, elencate da Viola: "(il genepì) Esercita azione amaro-tonica, stomachica, diuretica, febbrifuga, vermifuga, emmenagoga e antisettica. E' un tonico potente delle vie digestive, stimola l'appetito, contrae le fibre stomacali ed intestinali. Viene impiegata nelle convalescenze, negli stati anemici, nelle dispepsie nervose, nelle clorosi, nelle diarree croniche e le flatulenze. Aumenta le secrezioni urinarie ed è indicata nell'idropisia, l'anasarca, la gotta e le affezioni scrofolose. E' usata nell'insufficienza epatica, nell'itterizia, nell'amenorrea. Come vermifugo agisce contro gli ascaridi e gli ossiuri.” (Piante Medicinali e velenose Ed. Art. Maestretti - Istituto Geografico de Agostini di Novara).

Nel 1755, il botanico Carlo Allioni scriveva "Absintia alpina apud Alpinas Gentes ubisque Genepì dicuntur, et iis utuntur ad multos morbos; egregie e potenter sudorescient iisque medice nostrates cum successu utuntur iis in morbis in quibus e re est vehementia sudorifera adhibere”, che si può liberamente tradurre in "L’assenzio alpino presso i popoli delle alpi è ovunque nominato Genepì ed essi (lo) usano per molte malattie; (Il genepì), ottimo e potente sudorifero viene utilizzato dai medici con buoni risultati nelle malattie dove occorre provocare sudorazione”. In seguito si sviluppò l’infusione di questa pianta per la produzione del suo liquore” (Raiorum Pedemonti Stirpium-speciem Primum_Augustae Taurinorum MDCCLV).

Distillerie St.Roch
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11020 Quart (Ao) · Valle d’Aosta · Italy
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PI 00040900078 · R.E.A.: 31329 (AO)
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